Simplicio e i “cortigiani-vil-razza-dannata” di Pietro Aloisio

by Lilibeth

Bozza di sceneggiatura su Rigoletto, oggi.

(Musica: Bach, Variazioni Goldberg)

1 gennaio. Scena di interno. Un po’ di cose sparse sul pavimento. Su un tavolo, una scacchiera. Pedine di Dama qua e là. Simplicio si avvicina e le rimette al loro posto. Poi comincia a giocare, da solo, iniziando da una pedina bianca, poi spostandosi sul lato opposto del tavolo per muovere una pedina nera, con gesti misurati e quasi solenni. Primo piano sulla scacchiera.  Poi Simplicio prende la cornetta del telefono fisso e digita un numero.

Simplicio: Casa del Prefetto Severo? Ah siete Voi! Eccellenza come state? Ho avuto un’idea. Voi conoscete la mia passione per il nobile gioco della Dama.  Mi sono stancato di esercitarmi da solo, ormai conosco tutte le combinazioni. Ho pensato: potreste presentarmi al prestigioso Regio Circolo della Dama?  D’altra parte, in tanti anni non Vi ho mai chiesto nessun favore

Prefetto severo: Bel favore che mi chiede, mica facile! Devo vedere, devo chiedere, il regio Circolo della Dama è molto esclusivo. Bisogna avere referenze  comme-il-faut

Simplicio: Appunto, chi più di Voi potrebbe introdurmi…

Severo: Sta bene, vedrò cosa posso fare. Dovrà sottoporsi a una specie di esame di ammissione, è pronto?

Simplicio: Sono anni che mi esercito con la Dama, ho letto molti manuali, modestamente potrei battere chiunque.

Severo: Ma non un esame in quel senso. Lei ha titoli nobiliari, onorificenze, benemerenze documentate ad alto livello? Lei è commendatore o cavaliere del Lavoro? Ha ascendenze illustri?

Simplicio: La mia carriera professionale è specchiata, mai una sanzione disciplinare da parte di nessuno, la mia fedina penale è immacolata, non ho ricevuto neppure una multa per violazione al codice della strada (anche perché non guido da anni). Inoltre parlo e latino correntemente, se volete d’ora in poi parlerò con Voi soltanto in latino.

Severo. Non è necessario. Comunque la fedina penale non interessa anche perché … lasciamo perdere. Piuttosto dispone di un congruo capitale?

Simplicio: Che c’entra il maladetto fiore con la Dama ?

Severo: Moderi i toni, non usi mai questi toni in quell’ambiente e soprattutto non alzi mai la voce. Le nobildonne hanno le orecchie delicatissime. Comunque i soldi c’entrano. Le farò sapere, chiamerò io.

(musica di sottofondo: Bach, Il clavicembalo ben temperato)

1 febbraio. Scena di interno. Simplicio di nuovo al telefono.

Severo: Ancora Lei? avevo detto che l’avrei chiamata io.

Simplicio: Ma è passato un mese intero, non ho saputo niente per quella cosa.

Severo: Il Presidente, l’ambasciatore della real  casa angioina, il conte Varaldo La Convocherà per dopo domani. Venga in giacca e cravatta, dovrò accompagnarla io, una vera seccatura, anche perché quelli…

Simplicio: Anche perché quelli?

Severo: Lasci perdere. Si vesta bene.

Simplicio. Ma posso andarci anche da solo.

Severo: Vogliono adeguate garanzie. Se Lei fosse un lestofante?

Simplicio: Un lestofante si fa presentare dal prefetto Severo?

Severo. Appunto, non si fidano, devo venirci anch’io e mi disturba non poco anche perché non posso partecipare al torneo di Bridge al circolo omonimo. Non mi faccia sfigurare, ci metto la faccia. Mi raccomando la giacca, la cravatta non macchiata e se possibile scarpe nuove e ben calzanti.

Simplicio:  Cosa c’entrano le scarpe nuove con la Dama ?

Severo: Si lasci servire. Quelli guardano le scarpe perché il  tacco consumato è grossier! La suola consumata sa di povero. Dopodomani alle 20 al  regio circolo della Dama.

(Musica di sottofondo. Boccherini, Minuetto)

3 febbraio: Salone sfarzoso. Molti divani e divanetti sparsi, ma la boiserie non è impeccabile. Sui tavolini scacchiere e pedine, ma nessuno gioca. In fondo una poderosa scrivania di noce italiano. Dietro tre persone di sesso maschile attempate, ma con i capelli   scuri, certamente tinti. Simplicio e Severo accedono con passo felpato. Severo accenna un inchino. Simplicio è distratto dagli arredi.

Il Presidente, l’ambasciatore della real  casa angioina: Potete accomodarvi. Quindi Lei, professore, vorrebbe onorare questo regio Circolo della sua scienza in materia di Dama?

Simplicio: Sono io onorato di far parte di codesta Compagnia.

Il Presidente:  Epperò, che lessico forbito… Questa Compagnia, come la chiama Lei, è vetusta di secoli, onusta di riconoscimenti e vanta l’onore di ascrivere nei suoi elenchi gentiluomini, gentildonne, e da ultimo anche capitani di industria. Perché Lei insta di accedervi?

Simplicio: Mi giova il gioco della Dama.

Il Presidente: Si spieghi meglio.

Simplicio: Vorrei passare del tempo a giocare alla Dama con qualcuno che ne sappia più di me, per imparare qualcosa, se ci riesco.

Il Presidente: Tutto ciò Le fa onore. Ma qui la Dama è un affare di eletti. Lei vanta ascendenze nobiliari? titoli onorifici? Della nobiltà vera, pre-sabauda, se possibile.

Simplicio: No, sono nato con la Repubblica.

Il Presidente: Non profferisca mai più quell’orribile verbo. Repubblica ossia anarchia, oppure fellonia. Mi viene l’orticaria soltanto a sentire quella ineffabile parola.

Simplicio: I titoli nobiliari, mi risulta, sono stati aboliti.

Il Presidente: Non durerà per sempre quella cartaccia, anzi quella rapina. Piuttosto vanta onorificenze  di qualche tipo?

Simplicio: Sono professore di lettere antiche al liceo Quintiliano, emerito. Poi il latino è la mia prima lingua. Basta?

Il Presidente: Qui non si parla latino, semmai il francese.  Piuttosto gode di beni al sole? Possiede cavalli, natanti? Qualcuno può garantire per Lei?

Simplicio: Garantire cosa?

Il Presidente: Sua eccellenza il prefetto l’ha informata che c’è una quota di iscrizione e poi è d’uopo versare una quisquilia a titolo di malleveria?

Simplicio: Ho qualche soldo da parte. Ma  per garantire cosa?

Il Presidente: Le nostre scacchiere sono di massimo pregio: marmo pario, alabastro di Volterra, avorio e ebano. Nel caso disgraziato di un incidente…

Simplicio: Qualche maladetto fiore l’ho da parte. Come dovrei garantire?

Il Presidente: Basterà una cambiale.

Simplicio: Una cambiale per quale ammontare?

Il Presidente: Siamo bottegai noi? Oppure vili meccanici? Visto che l’ha presentata sua Eccellenza il prefetto, vedremo. Adesso può accomodarsi nel salottino della regina. Si chiama così perché ci onorò sua maestà la regina Margherita, tanto tempo fa. Le faremo sapere dopo domani

(musica di sottofondo: Vivaldi, l’estro armonico)

4 febbraio. Regio Circolo della Dama. salone delle feste. Sono presenti il Presidente, gli altri due esaminatori e vari soci i quali parlano a bassa voce. Si captano alcune parole.

Una voce:  Che tempi, come ci siamo ridotti. Che indecenza.

Una voce: adesso accettiamo anche i pensionati di liceo.

Una voce. Quando c’era lui…

Poi il Presidente accenna un gesto e dichiara aperta la discussione.

La Contessa Dorimene: Quel tal non mi convince. Mi ha rivolto un’occhiata, con quegli occhi lubrichi.

La Marchesa Fedora: Quel tale non è nato, non è all’altezza.

Il Presidente: Non è nato, ma qui urge l’argent.  La cassa è quasi vuota.

Il Vice presidente: Quel figuro ha parlato di Repubblica, che orrore. E se ripete quella parola lo sfido a duello.

Il Presidente: Lasci perdere, andrà a finire come il duello di Cavallotti.  Comunque, Repubblica o Monarchia, il piatto piange.

Il capitano d’industria, il commendatore Enea Silvio Finore: Ma se qui entrano porci e cani…

Il Presidente: Si, ma i porci e i cani portano soldi. Commendatore Enea, li mettete Voi i daneè che mancano?

Il capitano d’industria: Con i miei daneé io potrei comprarvi tutti qua dentro. Pure le vostre madri, se ce l’avete.

La contessa Dell’aere: Ma quello m’ha guardato più volte nella scollatura, è un maniaco, comunque è grossier, avete visto che cravatta indossa…

Il Presidente: Marchesa, la metterete Voi la plata che manca? Basta, lo ammettiamo e poi fate fare a me.

Tutti: Conte, conferiamo fiducia a Vossia. 

(musica di sottofondo: Vivaldi, l’estate)

4 febbraio: Sede del circolo. Simplicio, Severo e il Presidente.

Il Presidente: Dunque, questo onorevole regio Circolo ammette la Signoria Vostra con riserva. Potrà onorarci qui tutte le sere dopo le h. 20,00 in tight. Le è data licenza di sfidare a Dama chi vuole eccetto le Signore. Ma non pronunci mai quella brutta parola.

Simplicio: Perché non le Signore?

Il Presidente: Le nobildonne non gradiscono e non chieda altro. Piuttosto si accomodi in segreteria per liquidare la quota di ingresso, se possibile in contanti. Domani l’aspettiamo per la cambiale.

Simplicio: La cambiale di quanto?

Il Presidente (con un gesto solenne): A domani.

(musica di sottofondo: Rigoletto. Ouverture).

20 maggio . Simplicio sta leggendo un telegramma.

testo: Addebitiamo alla SV danno alla preziosa pedina d’avorio della scacchiera d’avorio. stop. Cambiale in garanzia incassata. stop. L’ammissione al circolo è revocata. stop.

(in sottofondo: Verdi Rigoletto. Atto primo aria: cortigiani vil razza dannata…)

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