EUROPA AL FEMMINILE di Alice Frontini

da Lilibeth

1. Origine del nome: il mito di Europa

Con la parola Europa oggi ci riferiamo ad un’area geografica del mondo. È il continente di cui l’Italia fa parte; ma qual è il significato del suo nome?

L’etimologia greca della parola Europa è legata al mondo femminile e sembrerebbe risalire ad un mito, già narratonel VII secolo a.C. da Esiodo nella Teogonia.

Difatti, nel racconto, Europa era la bellissima figlia di Agenore, re di Tiro, antica e importante città fenicia.

Zeus si innamorò della fanciulla vedendola cogliere fiori selvatici assieme alle proprie ancelle sulla riva del mare. Al fine di rapirla, assunse le sembianze di un toro bianco e, avvicinandosi, con fare mansueto conquistò la fiducia di Europa che salì sul suo dorso. A quel punto, il toro si gettò in mare e condusse la fanciulla a Creta, dove ella generò tre figli: Radamanto, Sarpedonte e Minosse, futuro sovrano dell’isola.

In onore di lei i Greci chiamarono Europa i territori che si trovavano a nord del Mediterraneo.

Simbolicamente il mito rappresenta la migrazione tra Oriente ed Occidente compiuta da una donna, Europa, che seppe unire e far convivere le tradizioni di più popoli.

F. Albani, Ratto di Europa, 1639, Firenze, Palazzo degli Uffizi, Corridoio vasariano

2. Leadership femminile nel contesto contemporaneo europeo

2.1.Roberta Metsola

Il 18 gennaio 2022, a Strasburgo, Roberta Metsola, deputata popolare maltese, nel giorno del suo quarantatreesimo compleanno, è stata eletta Presidente del Parlamento europeo. È diventata così la più giovane donna ad aver mai ricoperto questo incarico[1].

L’europarlamentare maltese ha ottenuto una larga maggioranza dei suffragi, conquistando l’appoggio delle forze europeiste in seno all’assemblea già al primo turno. Difatti, dei 690 votanti, 458 sono risultati favorevoli, residuando 74 schede rivelatesi bianche o nulle.

La Metsola, membro del Partito popolare europeo (Ppe)[2], ha ricevuto il sostegno dei popolari, dei socialisti e dei liberali, non mancando di incontrare il favore anche della Lega Nord e del Gruppo Ecr[3].

Nel suo discorso di insediamento ha ricordato il suo predecessore, il nostro conterraneo David Maria Sassoli, prematuramente scomparso il giorno 11 gennaio 2022, quando mancavano soli 7 giorni alla fine del suo mandato.

Un lungo applauso ha preceduto e poi accompagnato le parole della Presidentessa in memoria di Sassoli: «David voleva mettere tutti intorno allo stesso tavolo, un impegno che io voglio continuare a perseguire.»; e poi ancora: «David era un combattente per l’Europa. Credeva nel potere dell’Europa. Grazie, David.».

Gli ideali e gli intenti dei quali la Metsola si è fatta portavoce sono nobili e ambiziosi: coesione nella difesa comune e condivisa degli Stati membri, ascolto e supporto a tutti i cittadini europei, protezione e integrazione della comunità Lgbt e impegno operoso nei riguardi della lotta al cambiamento climatico[4].

Di fronte alla Plenaria, ha evidenziato l’urgenza e la necessità di una maggiore tutela dei diritti delle donne.

Concludendo il suo intervento, si è mostrata fiduciosa ed ha asserito che, a parer suo, non trascorreranno altri 20 anni prima dell’elezione di un’altra donna quale Presidente del Parlamento europeo.

Noi vogliamo assecondare questo ottimismo, contenuto e allo stesso tempo rivoluzionario.

2.2. Ursula von der Leyen

Dal 1° novembre 2019, la Commissione europea, organo esecutivo europeo e vertice governativo dell’Unione europea, è presieduta dalla tedesca Ursula von der Leyen. La carica le è stata conferita per esito positivo della votazione del Parlamento europeo, avvenuta il 16 luglio 2019, a scrutinio segreto. Dei 733 voti espressi, 383 appartenevano a deputati favorevoli alla sua elezione.

Nella sua carriera politica, quale membro della CDU[5], Ursula von der Leyen è stata scelta come ministra per vari portafogli in tutti i governi presieduti da Angela Merkel[6], con la quale ha condiviso, non solo una longeva alleanza professionale ma anche un’ottima affinità ideologica e personale. A tal riguardo, ricordiamo l’interesse dimostrato dalla von der Leyen per la tutela della famiglia. Nelle vesti di Ministra della Famiglia, lei madre di sette figli, ha ribadito più volte la necessità di sviluppo degli asili nido, strumento essenziale nel conciliare la vita lavorativa e il ruolo di madri delle donne tedesche.

Tornando all’Europa, nel giorno immediatamente successivo alla sua nomina la von der Leyen si è dimessa dall’incarico di Ministra della difesa tedesca, lasciando l’ambìto posto di vertice ad un’altra donna di spicco, Annegret Kramp-Karrenbauer[7].

Gli obiettivi inquadrati da quando si è trovata alla guida della Commissione europea sono senza dubbio rilevanti. La Presidente ha posto particolare attenzione ad una questione essenziale del nostro tempo, ovvero al cambiamento climatico, promuovendo: piani per investimenti europei sostenibili, un “accordo verde per l’Europa” e una riduzione significativa delle emissioni entro il 2030.

Si è dichiarata oltremodo rammaricata dell’insufficiente impiego di capitale umano europeo da parte di quei colossi della tecnologia che in Europa conducono la loro attività.

2.3. Christine Lagarde

Il Parlamento europeo, votando a scrutinio segreto[8], in data 17 settembre 2019 ha designato quale presidente della Banca centrale europea (BCE)[9] la francese Christine Madeleine Odette Lagarde.

L’incarico è stato dalla Lagarde ufficialmente assunto a séguito del passaggio di consegne con il suo predecessore, il nostro attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il 1º novembre 2019.

La politica e avvocatessa parigina è la prima donna a rivestire questo ruolo.

Avvezza ai successi, la Lagarde è stata riconosciuta, in più di un’occasione, dalla rivista Forbes come «una fra le 100 donne più potenti del mondo» e nel 2009 il Financial Times la ha consacrata come «miglior ministro delle finanze dell’eurozona». Non a caso, nel corso della sua carriera, ha vestito i panni di Direttrice del Fondo monetario internazionale[10], introducendo, anche in tale circostanza, il mondo femminile a tale stimatissimo còmpito.

In occasione del Congresso Bancario Europeo di Francoforte[11], la Presidente ha esordito ricordando le parole di T.S. Eliot: «Ogni momento è un nuovo inizio»[12]; ha così interpretato il nuovo approccio dell’Europa nei riguardi di un auspicato sentimento di rinnovamento.

Ha posto l’attenzione sull’inaspettata trasformazione che negli ultimi anni ha investito l’ambiente globale, pervaso da un dilagante sentimento di incertezza.

Appare consequenziale la messa in discussione, tanto sul piano politico e diplomatico quanto sul piano economico, dell’ideale di saggezza convenzionale cui eravamo abituati. L’Europa viene chiaramente invitata a riconsiderare il suo posto nel mondo, partendo dal suo contribuito economico nel contesto dell’economia globale.

A tal riguardo, Christine Lagarde intende trasformare l’economia europea, rendendola aperta al mondo, pur mantenendo e valorizzando la fiducia interna. L’obbiettivo è sfruttare il grande potenziale dell’eurozona, al fine di liberare tassi più elevati di domanda interna e garantire una crescita a lungo termine.

Le linee guida cui affidarsi sono due: resilienza e riequilibrio. Resilienza nel rafforzamento dell’economia domestica, tutelando il commercio e i servizi dalle oscillazioni del mercato interno e globale. Ed infine riequilibro fra domanda e inflazione dei diversi Paesi, realizzabile attraverso una decisiva crescita dell’area dell’euro e mantenendo l’inflazione in regola con l’obiettivo della BCE.

Del resto, il rafforzamento della crescita interna è funzionale e coerente al mantenimento della competitività di tutti i paesi, che vedranno aumentare la domanda nel breve periodo e contestualmente getteranno le basi per mantenere la competitività a fronte di sfide globali a lungo termine.

2.4. Angela Dorothea Merkel

Angela Dorothea Merkel ha assunto l’onere di Presidente del Consiglio dell’Unione europea dal 1º gennaio 2007 al 30 giugno del medesimo anno; tuttavia, il suo contributo all’Europa non si esaurisce qui.

Ed invero, le decisioni da lei intraprese quand’era alla guida della Germania hanno senz’altro influenzato la politica europea.

I 16 anni che hanno visto lei, una donna, per la prima volta anche in questo caso[13], Cancelliera federale si sono rilevati tra i più insidiosi della recente storia di Europa.

Diversi sono stati gli àmbiti di crisi affrontati dalla più rilevante esponente della Cdu (l’Unione dei cristiani democratici).

Partendo dalla crisi finanziaria mondiale del 2008 fino ad arrivare ai giorni nostri con la pandemia da Coronavirus.

Accusata a volte di essere troppo dura, la Merkel non ha mai perso di vista il suo grande e importante obiettivo, di far contribuire la Germania a dare unità d’intenti all’Europa e a conferire a questa come soggetto politico tendenzialmente unico un ruolo internazionale di rilievo.

Ha saputo mantenere alto il consenso negli anni, dimostrandosi valido punto di riferimento sia nel contesto nazionale domestico sia nel panorama europeo ed internazionale.

A lei va conferito il merito di aver aperto le frontiere della Germania, accogliendo i richiedenti asilo e migranti bloccati ai confini con i Paesi dell’Europa orientale.

Fra il 2015 e il 2016 il territorio tedesco, supportato dalle parole dell’allora capo di governo «Wir schaffen das» (ce la possiamo fare), diede ospitalità a circa 1,4 milioni di rifugiati.

Non ultimo, il suo impegno quale attiva protagonista e sostenitrice del Recovery Fund[14], il piano di sussidi, studiato in risposta all’emergenza Coronavirus, a sostegno dell’economie europee gravemente compromesse da questa inattesa e catastrofica crisi sanitaria. I 27 Paesi membri del Consiglio europeo hanno così approvato un atto dalle caratteristiche inedite, in cui viene stabilito un debito comune per risolvere una crisi comune.

3. Cosa ci aspettiamo dalle donne?

Alla guida delle istituzioni europee vi è oggi una forte e ampia componente femminile, la quale si è dimostrata capace di raggiungere e occupare posizioni di vertice, ricoperte fino a pochi anni fa da soli uomini e apparentemente solo a loro riservate.

Vi è stata una generale e necessaria inversione di tendenza, che ci pare abbia in qualche misura rispecchiato il sentimento e il comportamento, individuale e collettivo, della società contemporanea.

Parlare di parità di genere è sempre difficile, si inciampa inevitabilmente in una serie infinità di clichés. Eppure, rimane importante indagare le ragioni di un argomento così nuovo quanto vecchio. Ci sembra sia stato detto già tutto al riguardo, ma siamo certi che quanto detto o ascoltato sia stato davvero appreso?

La leadership femminile ci stupisce, perché ci fornisce uno scenario nuovo con il quale prendere confidenza: non siamo abituati, almeno al di fuori del contesto personale, ad essere guidati da una donna; e questo ci disorienta, ci mette in una situazione inedita e conseguentemente scomoda.

Il ruolo di guida è da sempre associato a caratteri intrisi di mascolinità. Se a questo si aggiunge la confortante e radicata tendenza antropologica a classificare e stereotipare, non può non scaturirne un evidente difetto di percezione del reale.

Pretendiamo di conoscere qualcosa o molto dell’altro, sulla base di informazioni sommarie e generali che abbiamo su di lui: l’età, il genere, il lavoro, il luogo dove vive e così via; attingiamo dalla nostra mente un’idea “preconfezionata” e ce ne convinciamo per non turbare le nostre certezze.

Eppure, la realtà ci dimostra che il genere non porta con sé una seria definita e numerata di caratteristiche, che femmina non corrisponde a fragile e graziosa e che uomo non sempre è sinonimo di coraggio e intelligenza.

Allora, smettiamo di chiederci cosa una donna può darci di diverso o di migliore rispetto ad un uomo!

Smettiamo di identificare chi ci guida o chi ci segue con attributi che noi stessi scegliamo per loro! Rimaniamo aperti e tolleranti verso le infinite e sconosciute peculiarità che ogni essere umano può offrirci come risorse!


[1] A precederla nella guida del Parlamento Europeo, vi sono state: Simone Veil, presidente dal 1979 al 1982, e Nicole Fontaine, in carica dal 1999 al 2002.

[2] Il Ppe è il più longevo gruppo politico europeo e dal 1999 rappresenta il gruppo di maggioranza relativa all’interno del Parlamento europeo; abbraccia le forze generalmente classificabili come moderate, cristiano-democratiche e conservatrici, presentandosi come la famiglia politica europeista di centro-destra.

[3] Il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) nasce nel 2009 dalla coesione di partiti conservatori di destra, dichiaratesi euroscettici e antifederalisti.

[4] A questo riguardo le parole della Metsola sono state: «Il green deal è l’occasione per l’Europa per reinventarsi. La lotta al cambiamento climatico è un destino comune, non è possibile separare ambiente ed economia.».

[5] L’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) è un partito politico tedesco, il cui orientamento si configura come  democratico-cristiano, centrista e liberal-conservatore. Viene fondato nel 1945, conta attualmente circa 400.000 iscritti e sul piano europeo si configura come  membro del Partito Popolare Europeo (PPE).

[6] Cancelliera federale della Germania dal 2005 al 2021.

[7] Nota politica tedesca, è stata presidente dell’Unione Cristiano-Democratica di Germania dal 2018 al 2021, nonché Ministro della difesa dal luglio 2019 al dicembre 2021; ha dato le sue dimissioni dal Parlamento dopo le elezioni federali del 2021. È stata succeduta, nei rispettivi ruoli, da Armin Laschet e da Christine Lambrecht.

[8] Con 394 voti a favore, 206 contrari e 49 astensioni.

[9] La BCE è la banca centrale cui spetta l’attuazione della politica monetaria per i 19 paesi dell’Unione europea che hanno adottato l’euro quale moneta unica. L’euro zona condivide la politica di vigilanza sugli enti creditizi. Ruolo primario dell’istituzione è gestire l’euro, mantenendo i prezzi stabili e guidando la politica economica e monetaria dell’UE, al fine di garantire la crescita e l’occupazione.

[10]  Nel 2011 è stata scelta quale direttrice del Fondo monetario internazionale, nel 2016 è stata riconfermata per altri cinque anni. La sua nomina segue alle dimissioni di un connazionale, Dominique Strauss-Kahn. L’economista e politico francese, facente parte del Partito socialista, si dimise dall’incarico di direttore generale del FMI, a séguito di un’accusa, rivelatesi poi infondata, di tentata violenza sessuale ai danni di una dipendente dell’albergo presso cui alloggiava a New York, nel maggio 2011.

[11] Tenutosi il 22 novembre 2019.

[12] «Solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.». «Ogni momento è un nuovo inizio»: sono parole diThomas Stearns Eliot, noto poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo. Venne insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1948.

[13] Bundeskanzler è il capo del governo tedesco. A lui spetta nominare ed eventualmente revocare i singoli ministri. Decide le linee guida della politica del governo federale. Angela Dorothea Merkel ha ricoperto questo incarico dal 22 novembre 2005 al giorno 8 dicembre 2021. Suo successore e attuale cancelliere federale è Olaf Scholz.

[14] Il Recovery Fund è l’accordo da 750 miliardi di euro intervenuto tra i 27 Paesi membri per risanare la dilagante crisi economica conseguita al Covid-19.

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