A PARIGI, IL 2 DICEMBRE 1804 di Barbagus

da Lilibeth

È una magnifica giornata d’inverno, fredda e secca, oggi, 2 dicembre 1808, a Parigi. E sono le ore 10.

Il corteo imperiale parte dalle Tuileries ed inizia ad attraversare la Città, sfarzoso, diretto a Notre-Dame.

Passa davanti al Tribunato (Palais-Royal).

(Parigi, B. N. Stampe)

Al sole scintillano, sotto gli occhi della folla festante e delle truppe d’onore schierate, i finestrini di cristallo della carrozza dorata che porta l’Imperatore e l’Imperatrice.

Ed ecco come il Journal des Débats, nell’edizionedi domani, descriverà quanto in Notre Dame avviene oggi, questo 2 dicembre.

“Il Papa è arrivato a Notre-Dame alle dieci e trenta, preceduto dai cardinali, dagli arcivescovi e dai vescovi di Francia, dal capitolo di Notre-Dame e dai parroci di Parigi. Al suo ingresso, la musica, diretta da M. Le Sueur, ha eseguito il versetto Tu es Petrus. Si è cantato in terza.

Un intervallo di più di un’ora è trascorso tra l’arrivo del Papa e quello dell’Imperatore. Nel frattempo, Sua Santità è rimasta sul trono nell’atteggiamento di un pontefice che medita profondamente sulle cose del Cielo per il benessere della Terra. (In realtà, il Papa attenderà per due ore ed un quarto.)

Giunto a mezzogiorno all’Arcivescovado, l’Imperatore ha indossato gli ornamenti imperiali; alla una meno un quarto le Loro Maestà si sono recate in cattedrale attraverso la galleria in legno addobbata per l’occasione, che conduce dall’arcivescovado a un portale in armatura, innalzato sul sagrato e raffigurante quello di San Pietro in Roma.

Giunte le Loro Maestà all’altare, Sua Santità ha intonato il Veni Creator. La Consacrazione e le altre cerimonie si sono svolte nella forma annunciata. I migliori esecutori, nel frattempo, hanno intonato mottetti analoghi. Prima del graduale, le Loro Maestà hanno percorso la navata con tutto il corteo imperiale e sono andate a prender posto sul trono, seguite da Sua Santità in tutto l’apparato della sua dignità. È impossibile dare un’idea abbastanza grande di quest’incontro. Dopo che Sua Santità ebbe intronizzato l’Imperatore e detto le parole: Vivat imperator in aeternum, le sacre volte hanno risuonato delle grida di Viva l’Imperatore! Viva l’Imperatrice!

(J.-L. David, La Consacrazione. Parigi, Museo del Louvre)

Le Loro Maestà si sono recate una seconda volta all’altare per le offerte.

(Disegno a seppia di J.-B. Isabey e P. F. Fontaine, estratto dal Lievre du Sacre. Museo di Malmaison)

Dopo la messa, che è finita alle tre, Sua Eminenza il cardinal Fesch, grande elemosiniere, ha porto il libro dei Vangeli all’Imperatore. Sua Maestà ha pronunciato il giuramento imperiale dall’alto del trono, con voce così ferma e distinta che le parole sono state udite da tutti i presenti, soprattutto quelle in cui Egli promette di adoperare tutto il suo potere per il benessere e la gloria dei Francesi. È a questo punto che si sono levate la grida di Viva l’Imperatore!

Charles Monnet, Il giuramento sul Vangelo.
Parigi, Collezione Sciolette

È stato cantato il Te Deum. Le Loro Maestà sono uscite dalla chiesa con lo stesso cerimoniale con cui sono entrate. Il Papa è rimasto circa un quarto d’ora in preghiera dopo l’uscita delle Loro Maestà. Quando Sua Santità si è alzata per ritirarsi, un’acclamazione unanime di Viva il Santo Padre! l’ha accompagnata nel coro fino alla porta della chiesa.”.

La Gran Cerimonia – la Consacrazione, l’Incoronazione, il Giuramento – si è solennemente conclusa.

Una pagina di Storia è stata scritta.

Nuovi orizzonti si aprono, per la Francia, per l’Europa, per il Mondo.

(Dal vostro corrispondente nel tempo e nello spazio Barbagus)

Post scriptum redatto, nel dicembre 2021, dal vostro corrispondente.

Fonte alla quale s’è attinto: C. Durand, Verso l’Impero, in J. Mistler, (Direttore), Napoleone e l’Impero, vol. I, Mondadori, Milano 1969, p. 125 ss.

Gli eventi di quel 2 dicembre 1804, a Parigi, erano stati accuratamente preparati.

Napoleone aveva voluto dare un crisma di sacralità alla sua nomina imperiale. Aveva voluto che con la grazia di Dio avesse inizio, in modo formale e solenne, la nuova Dinastia imperiale.

Ed aveva chiamato appositamente il Pontefice Pio VII affinché ungesse con l’Olio Santo della sua benedizione la di lui Consacrazione.

L’antico soldato della Rivoluzione si avviava, in pompa magna, a trasformarsi nell’Unto del Signore!

Il cerimoniale di quella specialissima giornata era stato preparato nei più minuti particolari.

Era stato persino stabilito dagli organizzatori Bernier e Champagny che “Le Loro Maestà” avrebbero “preso la comunione alla messa” e sarebbero tornate “poi al grande trono”.

Il Papa, però, consapevole del ruolo secondario che veniva chiamato a svolgere, aveva scritto di suo pugno, sul progetto scritto di cerimoniale a lui sottoposto, “Non si comunicheranno.”.

E, tuttavia, il Papa si prestò a svolgere il còmpito richiestogli.

Fu così che i rapporti fra potere politico e potere religioso, in Europa, giunsero ad una svolta. E la frattura si verificò, costituendo un precedente nella Storia dei popoli dal quale sarà poi impossibile prescindere: il Primo Console a vita divenne Imperatore, incoronandosi da solo, sotto gli occhi del Pontefice, e incoronando con le sue proprie mani l’Imperatrice!

L’iconografia di quei momenti in Notre-Dame ebbe quindi due facce: persino quella ufficiale, magnifica, superlativa, cui Jacques-Louis David prestò la sua arte dipingendo la sopra riprodotta Consacrazione, ebbe un’altra faccia, quella vera, dimessa, dolente del Pontefice, rimasta, per quel che si sa, a livello di disegno. E mostrò il Papa che, umiliato, sottomesso e ridotto al rango di mero spettatore, assisteva alla cerimonia dell’incoronazione.

Ecco i disegni di David che mostrano l’altra faccia della cerimonia: quella del Papa il quale – già costretto all’inizio della cerimonia in Notre-Dame ad attendere,per ben due ore e un quarto, che l’Imperatore e l’Imperatrice in pectore facessero l’ingresso in Cattedrale –, nella veste di Capo della Chiesa cattolica, di Rappresentante di Cristo in Terra, conferisce, umiliato, sacralità al gesto mai visto prima, sconvolgente, di un figlio della Rivoluzione Francese che a sé stesso e alla sua sposa conferisce dignità imperiale e nel contempo inaugura la sua Dinastia.

J.-L- David, Napoleone e la corona imperiale, 1,
Museo del Louvre, Gabinetto dei disegni
J.-L- David, Napoleone e la corona imperiale, 2,
Museo del Louvre, Gabinetto dei disegni

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