A DANTE (di Giuseppe Giusti)

da Zahir Shah

Allor che ti cacciò la Parte Nera

Coll’inganno d’un Papa e d’un Francese, 

Per giunta al duro esiglio, il tuo Paese 

Ti diè d’anima ladra e batteria.

E ciò perché la mente altra e severa

Con Giuda a patteggiar condiscese:

Così le colpe sue torce in offese 

Chi ripara di Giuda alla bandiera.

E vili adesso e traditori ed empi 

Ci chiaman gli empi, i vili, i traditori,

Ruttando sè, devoti ai vecchi esempi.

Ma tu consoli noi, tanto minori 

A te d’affanni e di liberi tempi,

Di cuor, d’ingegno, e di persecutori.

Giuseppe Giusti (1809-1850)

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